politica americana


Esistono al mondo due tipi di scorregge: quelle che fanno molto rumore ma sono quasi inodori

donald

poi ci sono quelle silenziose, ma dagli effetti venefici. Quelle che se mollate in  in un luogo chiuso  vengono considerate armi di distruzione di massa. Quelle che le puoi sganciare tanto nessuno se ne accorge e potrà mai accusarti ! tutt’al più sarai sospettato fortemente.

hillary

Ecco questa è la politica americana…

Pubblicato in Uncategorized | Contrassegnato , , , , , , | Lascia un commento

Nicodemo Pericle


nicodemo2   Nella livorosa e intellettualmente scorretta concione di Francesco Nicodemo sul referendum greco (L’Unità 4-07-2015) , il nostro, per perorare le sue non ragioni, da degno propagandista stile Grande Fratello orwelliano, si prende la briga di modificare la storia, foggiandola a suo uso e consumo per renderla calzante alle sue esigenze narrative. Ovviamente svariona quando dice che Grillo è andato dietro al referendum, dacchè l’idea di un referendum consultivo sull’euro nasce proprio e primariamente da una proposta del movimento 5 stelle parecchio tempo addietro i recenti avvenimenti greci e non il contrario. Ma questo non sarebbe funzionale al racconto di Nicodemo. Quindi con un bel giro di walzer imbroglia tutte le carte per rendere illeggibile e funzionalmente scorretto il racconto; confondere il primo evento con l’ultimo per impedire di scorgere che sull’euro da tempo sono in molti ad avere perplessità. Dubbi sulla gestione dell’economia, sul primato decisionale delle banche e dei gruppi finanziari, sulle manovre ricattatorie e sulla modalità di elargire fondi e a chi. Se alla Grecia sono stati dati molti miliardi, nessuno si è accertato di controllare a chi sarebbero andati veramente quei soldi e con quali finalità. Di conseguenza in Grecia, come in Italia, i fondi europei sono serviti per ingrassare i soliti potentati e cupole affaristiche che taglieggiano il paese impedendone il reale sviluppo a danno dei più. Soldi scomparsi nella voragine dei fondi neri, eclissati in qualche oscuro fondo off-shore e poi prontamente scaricati come responsabilità sull’intero paese. Un dejavù, come i miliardi elargiti a due mani alle varie coperative socioassistenziali per l’emergenza profughi e zingari che non hanno migliorato di una virgola le condizioni miserabili di quei disperati ma hanno ingrassato le economie personali dei mafiosi apparentati alle conventicole enogastronomiche dei presidenti delle cooperative oltre che ministri di governo del partito per il cui giornale scrive Nicodemo. Montagne di denaro servite a finanziare nicchie di privilegio, debiti di giornali falliti per esempio, sempre a spese degli italiani ovvero anche dell’Europa, come è appena accaduto per il giornale per cui scrive Nicodemo.

Quanto a Pericle poi, nessuno, al di fuori della strumentale narrazione di Nicodemo, vuole trovare una connessione fra gli eventi ellenici di queste ore e il IV secolo a.c. Resta il fatto che se parliamo di democrazia, intendiamo il governo del popolo, ovvero che ogni cittadino venga messo nella condizione di esprimere il suo giudizio. La diffusione della cultura e dell’informazione, oltre che un certo grado di benessere hanno consentito questa forma di governo e il referendum ne è l’espressione più genuina. L’ultima risorsa, la più inequivocabile, come ci ricorda anche il nostro dettato costituzionale. E’ comprensibile che questo venga visto con terrore dal propagandista di un sistema di potere che da 4 governi a questa parte si è sempre tenuto ben alla larga dal giudizio degli elettori.

Nicodemo semplicemente non vuole saperne niente di democrazia e recita i suoi vuoti soliloqui come fa un cialtrone da far west per vendere la sua pozione miracolosa. Discorsi fatti di niente che spesso, dopo aver avvelenato e bucato lo stomaco a qualche sprovveduto, esitano in pece e piume per chi li fa.

Pubblicato in Uncategorized | Contrassegnato , , , , , , , , , , | Lascia un commento

risultati elettorali


alluvione

Se qualcuno crede che in Liguria, con le ultime elezioni regionali, è venuto meno il tradizionale sistema di Potere, si sta sbagliando ! La sostituzione del gruppo PD al Palazzo della Borsa con la coalizione di destra è l’ennesimo giro di valzer fra i soliti noti, tutti abbastanza in buoni rapporti fra loro, con il quale si condisce la vulgata secondo cui l’alternanza dei partiti al potere è la ricetta per la democrazia.
Il PD e la storia familiare del suo candidato di punta lo dimostra, è legato mani e piedi ai gruppi di potere economico che si spartiscono la città, con il condimento dei nuovi arrivati. Gente di bocca buona e fedina penale scurrile, avidi di denaro e affari, non importa quanto leciti. I medesimi gruppi contraggono da tempo ottimi rapporti anche con gli altri. Quella destra che canonicamente viene inquadrata nei vecchi federali ex missini, fra cui molti convertiti al più attuale e becero leghismo, nei tradizionali faccendieri di Scaiola, nel mondo di mezzo, quella suburra che qua da noi alberga sotto la capiente ombra del mammasantissima Monteleone. In questa insalata mista c’è posto per tutti, anche per oscuri movimenti finanziari atti a creare i fondi neri con i quali un quasi ottuagenario Berneschi ha follemente polverizzato una intera esistenza di onorata carriera.
Ravvisata, alla fine di aprile, che Paita, nonostante il pesante supporto del suddetto mammasantissima, non avrebbe potuto spuntarla di fronte ad un voto di protesta dei tanti vecchi militanti di sinistra non più rappresentati dalla ex sinistra affaristica del nuovo corso PD, anche in salsa regionale. Temendo la debacle di un voto di massa verso il movimento 5 stelle, si è optato per la strategia cosiddetta – dell’autocastrazione per fare un dispetto alla moglie !
Bisogna ammettere, ad onor del vero, che l’operazione è riuscita in pieno. Raffazzonate in fretta e furia quattro liste più o meno variamente tinteggiate di rosso da sventolare in faccia agli infuriati e disillusi ma ingenui elettori di sinistra, si è trattato di riuscire a raccontare la vulgata che questi partiti, i cui esponenti sono vergognosamente collusi col PD, volevano farsi interprete della cultura di sinistra ormai dimenticata. Poche manciate di voti, giusto qualche migliaio hanno fatto la differenza. Il movimento 5 stelle oltre ad entrare nel parlamento regionale si piazza al secondo posto, quando invece avrebbe potuto essere il primo partito nella regione. Cosa che avrebbe messo ancora più in crisi il Partito democratico.
Che il M5S rappresentasse il convitato di pietra per il PD è stato testimoniato dalla famosa chiosa in salsa calcistica del presidente del PD Orfini. Nulla da eccepire ha avuto invece il nostro sulla presa di potere di Toti. Perché Orfini sa già che col partito berlusconiano alla regia gli affari proseguiranno, lucrosi anche per i suoi faccendieri. Così come proseguirà inalterato il sacco della città, con nuovi centri commerciali, nuovi Cineplex, nuovi Autosilos. Una colata unica di cemento che si allargherà sempre più; mentre, nel frattempo, i lavori, meno redditizi per lorsignori, di recupero dell’esistente, il ripristino delle strade sbriciolate dall’ultima alluvione, il risanamento degli argini proseguiranno a singhiozzo, a tempi geologici.
Quanto a regalare alla città aree verdi con le quali dare tregua ad una popolazione soffocata nel cemento, immersa nello smog, nei miasmi dei depuratori che non funzionano, messa a mollo nel percolato di Scarpino, non se ne parla neppure. I cittadini dovranno battagliare non poco per difendere i pochi spazi verdi ancora presenti in città.

Pubblicato in Uncategorized | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , | 1 commento

ITALY-CUM


A quanti dicono che con la votazione di ieri sull’Italicum, il paese cade in una deriva fascista e finisce la democrazia, rispondo che la politica sancisce nella carta quello che nella società è già avvenuto. Se l’Italicum rapresenta il punto di non ritorno, i prodromi di un fascismo nascente e la morte della democrazia, sono i fatti di Bolzaneto del 2001, i pestaggi a morte dei detenuti nelle carceri senza che si sia trovato un colpevole, sono i licenziamenti strategici e i trasferimenti delle linee produttive nelle aree povere d’Europa e del mondo ad averne imposto nei fatti l’instaurazione. A ben vedere il fascismo non ha mai abbandonato la società italiana. Esso alberga nel voto di scambio mafioso, negli appalti truccati, nei mille misteri sanguinosi della nostra storia recente e passata. Una storia che inizia col caffè di Pisciotta, praticamente da sempre. Le cerimonie della democrazia, svuotate di ogni contenuto reale, servono solo per tenere alta la vuota retorica patriottarda, moderata e politicamente corretta di un paese che non ha mai conosciuto la democrazia per davvero.

Un paese fondato sui privilegi di casta, sulle corporazioni, grandi o piccole. Dove il pesce più grosso mangia quello piccolo per diritto naturale. Dove la competenza viene trasmessa con gli spermatozoi piuttosto che con la giusta selezione. Dove se nasci povero, anche se meritevole, resterai povero. Dove se appartieni ad una classe sociale bassa, non hai neppure la certezza di ricevere in eredità il mestiere del padre, svenduto al ribasso da orde di schiavi fatte giungere di proposito.

Le camicie nere, i manganelli, le sfilate coi labari, le marcette col fez, valsero solo per il folklore, per fare un pò di teatro. Il fascismo fu decretato da doppiopetti grigi dalle maniere affettate, da un bel mondo aristocratico, fatto di belle maniere, senza mai un eccesso di tono, gente disabituata all’alterco, ma dall’animo fosco come la notte e fondamentalista, convinto della giustezza del sopruso verso i più deboli e della dominazione sociale, ammantato da un’ipocrita esterorità pretesca e dai modi melliflui ma micidiali. Si alleò con affaristi e delinquenti per vincere con la ragione della forza. Esattamente come accade oggi.

Pubblicato in Uncategorized | Contrassegnato , , , , , , , , | Lascia un commento

risultati elettorali


influenza-suina1
Se pensate che le prossime elezioni regionali sanciranno una grande avanzata dei 5 stelle e segneranno il passo al PD di Renzi, vi state sbagliando di grosso. Non accadrà nulla di così catastrofico per Renzi.  Sarà pure una vittoria risicata forse, ma pur sempre vittoria sarà. Il sistema si è organizzato bene, sancendo vecchie alleanze con i poteri melmosi delle realtà locali spesso in contrasto con la legge . Ma l’opera d’arte è stata compiuta in quella Salerno del “Barone” (di fatto) De Luca il cui mandato finirà forse con l’abdicazione. Come si addice a un vero re. Se a Genova, vecchie e nuove famiglie hanno sancito la continuità del putridume Burlaniano per non avere troppi scossoni ai loro affari, hanno perfino organizzato comodi avversari con i quali, alla fine della storia, riusciranno a mettersi d’accordo (anzi l’hanno già fatto). Quel Luca Pastorino (di area civatiana in comunella col sempre accondiscendente SEL la cui fedeltà è già stata ampiamente collaudata dentro i Palazzi Romani) cresciuto in quella fucina di animi probi e menti volte all’onestà che è il PD e i suoi iscritti inseriti nell’agenzia regionale per le case popolari. Lo stesso terreno di cultura che ha salutato con gioia le gesta della probità fatta uomo per eccellenza: quel Farello (padre) attivista del PD e addetto alla vendita delle case popolari che, dopo aver venduto le case, si dimenticava di restituire i soldi al legittimo proprietario, cioè all’agenzia stessa, tenendoseli tutti per se. Guarda un pò cosa combina a volte la memoria.
Probabilmente non saranno i cinesi a sancire di nuovo il successo di Paita. Sarà sufficiente muovere il torbido sottobosco che è servito a suo tempo a foraggiare voti per Scaiola e amici, come hanno già fatto con le primarie. Quegli stuoli di persone che la pressione economica ha messo ai margini del sistema, pensionati delle periferie, gente disperata con lavori precari o disoccupata, soggetti che si muovono in base a disposizioni segrete ma sempre presenti, obbedendo ad un potere ben più tangibile di quello dello Stato. Li conosciamo bene i quartieri dove risiedono, quelli dove preme l’emergenza abitativa e dove ARTE dispone della facoltà di concedere la sicurezza di una casa , magari chiudendo un occhio in caso di occupazione, oppure offrendo il miraggio di un balzo nella graduatoria.
Anche per questo un navigato luogotenente del PD, al secolo Parodi Franco, già sindaco di Campomorone, una sera di metà marzo di quest’anno assieme a Rocco Franconeri, rappresentante dei comitati inquilini di Begato, organizzano una “cena” alla Trattoria Agnese in Via Giro del Vento. Alla cena partecipano l’Assessore Casa Boitano dell’UDC, il Direttore Generale ARTE Còtena. Devono accordarsi per convogliare i voti dei residenti di Begato verso il candidato Paita. Si sa la casa è un bene caro agli italiani, soprattutto a quelli che non ce l’hanno. Grazie alla nuova legge sulla corruzione non si potrà neppure parlare di voto di scambio mafioso, dopotutto si offrirà la sicurezza di un alloggio mica una minaccia con la pistola puntata !

Assieme a loro, di concerto, ci sarà anche il tradizionale gregge PD che voterebbe qualunque cosa avesse attinenza anche solo semantica, fonetica o logistica col mondo dentro al quale si sono identificati tutta la vita, più per una questione esistenziale che politica. Magari solo per un riferimento, una parola, chessò: “Resistenza”, “antifascismo”, “democrazia”, “libertà”, “reazionario” .
Una partita che si svolge nei soliti consueti ambiti e conventicole di soggetti da sempre, con il potere che non è mai andato troppo lontano dai soliti palazzi che contano. Conditi oggi da nuovi soggetti tanto impresentabili quanto potenti e con enormi disponibilità di denaro di provenienza oscura.
Una questione di affari che si svolgono in un ristretto clan, fra famiglie detentrici di potere politico e del potere economico della città. Dopotutto quella che diventerà la massima carica politica regionale è anche la consorte del Presidente dell’Autorità Portuale. Una partita che si svolgerà tutta in famiglia, nel vero senso del termine.
Non poteva mancare la benedizione del clero locale per sostenere il carroccio di affaristi che tornerà a rioccupare come sempre il Palazzo della Società di Navigazione di Piazza de Ferrari.
Poco conta se l’assessore alla protezione civile non conosce la differenza fra fiume e torrente o se l’ARPAL nei bollettini metereologici conia per l’occasione il neologismo “bagnamento” messaggio_idro.
Non poteva mancare la visita lampo del Presidente del COnsiglio il quale, con linguaggio allusivo tipico di certo ambiente, ha lasciato intendere che se le cose andranno come previsto, Genova sarà ricompensata a dovere per riparare i danni dell’alluvione.

Con De Luca invece, la situazione verrà risolta dalla vertenza INDESIT-Whirlpool. Quando si dice il caso ! Quei 1300 operai cui dipendono altrettante famiglie, sanno che l’elezione del vecchio satrapo significherà garantire l’apparato clientelare che nella peggiore delle ipotesi li farà atterrare sul morbido; magari con un concorso per 1300 guardie forestali. E’ un mestiere che tira molto giù al sud. La presenza del candidato  sindaco ripreso dalle telecamere vicino agli operai in rivolta ha significato, sempre ricorrendo al linguaggio allusivo di cui sopra, che egli è l’unico interlocutore in grado di fare qualcosa per quella gente e le loro famiglie, gli altri solo chiacchiere. Uomo avvisato…

Quanto agli altri posti, non contano. Le partite sono Genova e Salerno.  Rassegnatevi, non ci saranno scrolloni neppure questa volta.  I pronostici servono solo a rendere più amara la pillola poi. Quindi mettiamoci l’animo in pace.

Pubblicato in Uncategorized | Contrassegnato , , , , , | Lascia un commento

IL GRANDE FRATELLO


017785-470-grande_fratello_regno_unito

Riporto le porzioni di due articoli apparsi rispettivamente nelle edizioni web de Il Secolo XIX  e dell’Huffington Post.

Il Secolo XIX

“La seduta si stava svolgendo ordinariamente alla presenza di una schiera di commessi presenti in aula, visti i boatos di una occupazioni da parte di M5s. Questi hanno invece inscenato improvvisamente una bagarre, gridando ritmicamente in aula «onestà, onestà»,, e battendo i faldoni degli emendamenti sui banchi, impedendo così il prosieguo del dibattito e dei voti. “

http://www.ilsecoloxix.it/p/italia/2015/02/13/ARXh9FWD-riforme_insulti_schiaffi.shtml

Huffington Post

“La seduta si stava svolgendo ordinariamente alla presenza di una schiera di commessi presenti in aula, visti i boatos di una occupazioni da parte di M5S. Questi hanno invece inscenato improvvisamente una bagarre, gridando ritmicamente in aula “onestà, onestà”, e battendo i faldoni degli emendamenti sui banchi, impedendo così il prosieguo del dibattito e dei voti.”

http://www.huffingtonpost.it/2015/02/13/riforme-camera-rissa-fra-pd-e-sel_n_6675700.html?utm_hp_ref=italy&utm_hp_ref=italy

praticamente all’unisono, nel panorama editoriale nostrano (o almeno in buona parte di esso) si sente una sola voce,  quella del padrone; che non si cura neppure di apportare qualche variazione stilistica.  Già ! A che servirebbe ?

Pubblicato in Uncategorized | Contrassegnato , , , , , , , , , | Lascia un commento

antiche maginazioni


guttemberg

Da 5 stelle convinto (insomma… abbastanza convinto)  sto per dire una cosa che sconcerterà molti (grillino e no) e mi si accuserà di incoerenza e anzi qualcuno dirà che non posso considerarmi affatto simpatizzante 5 stelle e mi inviterà a non dichiararmi tale. Tuttavia devo dirla: Il concetto di Europa come nazione unica che raccoglie tutti i paesi compresa l’Italia, con libera circolazione di merci, ma soprattutto di persone, (possibilmente per scelta non obbligata) senza più barriere in se è un concetto giusto, una prospettiva politica plausibile, auspicabile, un’aspirazione ad una più alta libertà.

Quello che non va però, non sono le ricette di austerità di una cancelliera teutonica sovrappeso e caratteriale come qualcuno vorrebbe far credere. L’Europa entra in crisi perché nella sua composizione di stati si trova a cozzare con realtà statuali come l’Italia (e la Grecia) ancora arretrate, con struttura sociale di stampo medioevale. E’ come voler fare la rivoluzione industriale senza i telai inglesi, la Riforma Protestante senza Guttemberg, el Siglo de Oro senza Colombo. La struttura sociale e dirigenziale del nostro paese non può sostenere l’inserimento nel più ampio mercato europeo e ancor più in quello globale mantenendo al contempo i privilegi e i margini di opulenza della sua classe dirigente. L’unica strada che la classe dirigente sa percorrere al momento per far fronte a questo problema, senza rinunciare nel contempo alla sua condizione, consiste nel far pagare il gap a tutto il paese, ovvero le classi medie e medio basse dei lavoratori, ai servizi, impoverendo drammaticamente il paese e naturalmente senza neanche riuscirvi. Non va a intaccare i privilegi della casta dei politici i cui stipendi, prebende, benefit e pensioni sono di gran lunga superiori a quelli dei loro colleghi tedeschi, non va a intaccare le rendite parassitarie dei vari boiardi di stato insigniti ai vertici di tutte le aziende chiave con stipendi da favola nonostante le rendita delle medesime siano sempre una desolante parabola discendente verso il fallimento. Non si mette in discussione il meccanismo familistico, nepotistico e clientelare che pone ai vertici della dirigenza tecnica, professorale e universitaria del paese sempre gli stessi cognomi e facce similari, solo un po’ più giovani, inventando patetici e poco credibili test per esibire una fantomatica imparzialità nella scelta degli aventi diritto ad una carriera universitaria e dirigenziale.

La nostra casta produttiva e industriale ha vissuto con laute prebende di stato, parassitaria e arretrata senza puntare all’ammodernamento, al rinnovamento. Rimangono solo alcuni rari nomi di punta, destinati ad una produzione esclusiva e minimale per una clientela d’elite, forse i loro stessi amici e prestatori di finanze e aiutini vari. Un’economia rinascimentale nella società di massa ! Ma non è sufficiente. Mentre per la più corposa produzione destinanta a tutto il sistema, abbiamo mezzi mediocri e dispendiosi. Così è per le comunicazioni, per la telefonia, per i trasporti (l’ipertrofizzazione di quello su gomma ha ragioni che non riguardano né praticità né risparmio).

Per poter stare in Europa, l’Italia dovrebbe spazzare via la sua struttura sociale e politica, rinnovandosi con una nuova classe dirigente, moderna, efficiente, competente. Così non è. Mentre predicano sacrifici da fa pagare alla popolazione, il loro tenore di vita e disponibilità di denaro è rimasto praticamente inalterato. La multa ai loro amici: i colossi del gioco d’azzardo, è stata condonata, passando da oltre 97 miliardi di euroche era a poco più di 850 milioni ! Ma c’è la crisi e allora bisogna ridurre servizi, posti di lavoro, pensioni e stipendi, mentre imperterriti continuano a far orecchie da mercante quando qualcuno vuol render conto loro del fatto che guadagnano il triplo di un loro parimerito collega tedesco o francese e che vanno in pensione dopo una legislatura.

Gli ospedali e i loro punti d’accesso al pronto soccorso, fatiscenti ed intasati, rassomigliano sempre più alle tristi realtà  dei paesi del terzo mondo e delle zone di conflitto.

Le scuole cadono a pezzi, talvolta perfino sulla testa degli studenti. I tagli imposti alle regioni impongono, per rientrare nei costi, la contrazione della settimana scolastica, dilatando a dismisura le ore di lezione giornaliere. Sono queste le soluzioni possibili per riuscire a stare in Europa e nel contempo conservare tutti i privilegi di casta.

Per andare in Europa senza dover precipitare nell’abisso, tutto quel bel mondo dovrebbe essere cancellato con un colpo di spugna. Altrimenti il peso di stare nel mercato globale diverrebbe insostenibile. In Grecia hanno optato per un’uscita dall’Euro, tuttavia troppo poco ho sentito dire da Syriza in merito a far pagare la crisi a chi ha lucrato, rubato, intascato indebitamente. Esiste un programma di Syriza per far restituire il maltolto da chi ha rubato ? da chi ha truffato  ? Il timore che dietro a Syriza si nasconda il tentativo vigliacco della casta al potere di conservare a qualunque costo i privilegi magari indossando per l’occasione una bella fusciacca rossa è forte. Stare in Europa significa o far fuori la vecchia classe dirigente o conservarla e ridursi a paese del terzo mondo. La nostra classe di Potere, che ci crediate o no, ha già scelto per voi.

Pubblicato in casta syriza, crisi, euro, europa, globalizzazione, privilegi, Tsipras | Lascia un commento