COSIMO


La penalizzazione dell’uso di sostanze psicotrope è il punto di arrivo di un percorso dialettico, politico, etico, morale e religioso che ha visto la società italiana coinvolta, al pari degli altri paesi europei, dalla fine degli anni ’60 ai giorni nostri. Non che l’uso delle droghe fosse iniziato in quegli anni. I morfinomani e i cocainomani all’indomani delle conquiste coloniali o della prima guerra mondiale imperversavano nella società della Belle Epoque. Il consumo di droga negli ambienti Bohemienne  ancora oggi viene considerato una caratteristica distintiva per la produzione artistica di quell’epoca. Tuttavia il consumo di massa lo ha fatto divenire un fenomeno di rilevanza sociale, con importanti ricadute nella gestione dell‘ordine pubblico e implicazioni di ordine morale.

I tentativi di risposta al problema, da parte degli Stati nazionali, si sono differenziati in funzione delle differenti culture. La società olandese si è mostrata fin dal principio molto più liberale ed aperta di altre nel panorama europeo; mentre la doppia morale cattolica, ha optato in Italia per una strada ambigua dove alla proibizione formale si sostituiva volentieri una comprensiva accettazione di comodo. Pressapoco come la verginità quale prerequisito per poter sposarsi in bianco al cospetto di Dio.

L’approdo odierno all’attuale società globalizzata, ha visto una progressiva trasformazione di atteggiamento sul problema da parte dei Poteri politici  di tutte le società occidentali. Sulla scia dell’atteggiamento statunitense,  poco per volta, gli altri paesi si sono adeguati adottando una legislazione fortemente repressiva e punitiva nei confronti dei consumatori. La caccia a chi attinge alle droghe, sotto ogni punto di vista, è l’atteggiamento attuale. Accanto a questo comportamento sempre più repressivo da parte dei sistemi di potere che presiedono agli asfittici i surrogati di stato nazionale, ricompresi nell’ambito del Supersistema Globalizzato Mondiale, troviamo: l’abuso di alcool durante la guida, la guida con eccesso di velocità, la riregolamentazione e la precarizzazione del lavoro, la distruzione della sanità e della scuola pubblica, il monomorfismo e la conformizzazione dell’”informazione” ufficiale.

Per contro, osserviamo la facilitazione al gioco d’azzardo, da cui gli stati ricavano importanti emolumenti, la diffusione delle sostanze psicotrope autorizzate, di cui se ne incoraggia l’utilizzo anche da parte di minori, l’incoraggiamento alla diffusione di lotterie e giochi a premi telefonici, l’occhio benevolo e distratto di fronte alle continue truffe poste in essere ai danni del consumatore.

Se questi aspetti possono apparire come situazioni distinte,  si può obiettare che la proibizione in una società è un atteggiamento discutibile ma etico, che, per essere coerente, dovrebbe coinvolgere qualunque aspetto di una società che opti per questa strada. Inoltre la cronaca, forse per riempire i vuoti che è costretta a lasciare, spesso ci parla del consumo di droga da parte di coloro che hanno prodotto una simile legiferazione. Questo aspetto dimostra in maniera inoppugnabile la sostanza del problema: L’ammettere che la droga è diffusa anche fra deputati, primi ministri, presidenti di aule parlamentari, appalesa il fatto che, in primo luogo la distanza etica fra Sistema e comportamento “deviante” è nullo, secondariamente che, questo atteggiamento sottintende una volontà di differenziazione fra la massa governata e gli eletti governanti; alla stessa stregua di un’auto ministeriale sorpresa a viaggiare a 200 all’ora sulle autostrade d’Italia.

Il sistema globale, al pari di ogni altro impero o sistema di Potere è profondamente ingiusto e ineguale; gli eletti possono drogarsi, raccontarci la loro esperienza e dire che “la droga fa male”, la massa governata no ! Talvolta, qualcuno viene pure colto in flagrante, giusto per far vedere che la giustizia è implacabile. Ma questi episodi ci lasciano il dubbio che si sia sfiorata la punta dell’iceberg. Il messaggio che passa è pur sempre che – c’è chi può e chi non può – perchè, come diceva il Marchese del Grillo: “ Io so io ! E voi….nun siete un cazzo !!”

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