Le vacche alle Giutte !!


In riferimento al recente scandalo delle infiltrazioni della ‘ndrangheta in Liguria  proporrei un articolo trovato in rete:

Questa è una storia che parla di agricoltura. Parla di agricoltura, di campagna, di verde e di come un’idea di per se buona come quella di sostenere il rilancio dell’agricoltura e dell’allevamento in una zona come il Turchino sia stata presa a pretesto da alcune persone per trarne un profitto illecito. Quando si parla di profitti illeciti, in casi come questo, ovvero quando bisogna dirottare delle sovvenzioni istituite per sostenere progetti di sviluppo positivi per il territorio, bisogna creare un “sistema”. Una specie di rete, un gruppo di persone che, distribuite capillarmente su più livelli nei punti chiave del substrato sociale e politico della macchina amministrativa locale, garantiscano un sistema di coperture atto in primo luogo a non creare intoppi al flusso di denaro e poi a far sparire ogni prova, per lo meno per il tempo necessario al dirottamento dei soldi, e qua si parla di molti soldi. Quando si vuole creare un sistema come quello anzidetto bisogna disporre di persone chiave inserite in Varie strutture: Regione, Comunità Montana, Confederazione Agricoltori, Comune, Provincia, Aziende Regionali e non è detto che debbano essere per forza politici, talvolta bastano semplici funzionari, purché nel loro ufficio semplifichino l’accesso ai fondi o ai documenti burocratici necessari. Probabilmente ci vuole pure un accesso privilegiato alla banca o a chi metterà a disposizione materialmente il credito, ma soprattutto bisogna disporre della “testa di legno”; ovvero colui sul quale “caricare” materialmente il credito. Di solito la scelta cade su truffatori di piccolo cabotaggio, gente che viaggia da tempo ai margini della legge e che non disdegna di far “qualcosa un po’ così…” – pur di fare due soldi. Arricchirsi a danno dagli altri se è il caso; gente che per pochi spiccioli ci mette il nome e la faccia; Ma devono essere persone “fidate” quanto meno ricattabili; gente che non possono profittare più di tanto della situazione.
Poi, nel caso andassero male le cose, saranno sempre pronti a patteggiare. Magicamente qualche anonimo benefattore elargirà i soldi per pagare un buon avvocato e un giudice con occhio benevolo comminerà una pena ragionevolmente mite; quel tanto che non faccia innervosire la testa di legno medesima e non la induca a fare “colpi di testa”. La nostra “testa di legno” si chiama Signor Albanese è un ex dipendente AMT in pensione, ha 60 anni. Da circa 15 anni ha occupato abusivamente terreni impervi non adatti al pascolo per installare finte fattorie e allevamenti.
Individuato da tempo (si parla di anni) costui non è mai stato toccato, sicuramente perchè ‘coperto’, in quanto per operare da ‘allevatore’ (20 anni prima ottenne l’appalto per tagliare l’erba all’aereoporto per circa 18 milioni di L.: la tagliò ma la lasciò lì, col pericolo che si sollevasse col vento ed andasse nei rotori degli aerei…. ) ha chiesto ed ottenuto quota dei noti fondi EU per l’agricoltura ora sotto inchiesta in Regione.
Costui, fece arrivare animali dalle Marche e dal meridione in genere, a costi bassissimi.
‘Pare’ che già decine di muli, asini ecc… siano andati morti sulle pendici del Faiallo… Importante era far girare soldi e fingere di allevare, ed impianta la sua pseudoattvità con baracche di lamiera e animali malnutriti, liberati in quelle lande e abbandonati a loro stessi.
Allo scoppio giudiziario recente, smascherato il Signor Albanese, si scopre che il terreno su cui aveva impiantato il terreno appartiene ad ARTE !! Ma pensa un po’ !!
Quindi pochi giorni dopo lo ‘scoppio’ mediatico delle perquisizioni della GdiF in Regione… guardacaso, parte lo sgombero giudiziario dell’Albanese dal terreno sulle pendici del TURCHINO. Sul posto si reca come da prassi un Ufficiale Giudiziario della Procura, la Polizia di Stato, viene convocato il soggetto sfrattato (il sig.Albanese).
“L’allevamento” si presenta in tutto il suo squallore: circa 70 capi in terreno scoperto e con forte pendìo, totalmente incurato (melma ecc…. ), paglia bagnata, tettoia in laminato semisfondata, tubi Innocenti e filo di ferro per recinto, rottami di mezzi da campagna, trattori rotti ecc….
L’Ufficiale Gudiziario appone i sigilli (foglio con la notifica dello sfratto -stop-) in alto, presso tetto di una baracca e la PS fissa del nastro in nylon bianco-rosso
Nei giorni successivi giunge sul posto un “comandante” della Forestale (polizia preposta alla tutela animali e ambiente). Non convocato, giunge anche sul posto Franco Parodi, Presidente delle Comunità Montane di Genova, PD ed ex-PSI, già da anni sindaco (ex) di Mignanego, guardacaso da 20’anni dipendente di ARTE Genova (!!!), ed il Dirigente della Struttura PATRIMONIO di ARTE, Geom. BRUNO.
Lo sfrattato sig. Albanese, afferma agli astanti che “altri pagheranno con lui, e che lui ora farà saltare altre teste..”: suscitando evidente imbarazzo.
Minaccia di chiamare “il Gabibbo” e che lui “le vacche le lascia anche morire!”
Nulla da meravigliarsi di fronte alle esternazioni battagliere e alla sicumera del Signor Albanese, non sono che la prova della sua quasi certezza di avere le spalle coperte e di poter alzare la voce.
Preoccupa invece l’empasse delle autorità, schiacciate fra la presenza dei probabili mediatori ‘storici’ del pasticcio (Geom Bruno di ARTE, Comunità Montana GE… Forestale -?- che è sempre in zona con numerose pattuglie, inclusa la Pol. Provinciale che in ambito provincia ha medesime competenze della Forestale…).
Passati oggi 10gg circa dallo sgombero, le vacche restano.
In ARTE la cosa viene censurata: se ne parla sottovoce, o si dice che era nota da anni minimizzando….. l’ordine di scuderia per tutti è comunque: NON parlarne affatto all’esterno !!
ARTE, per definizione ‘Braccio Strumentale della Regione’, non poteva non essere coinvolta o…non a conoscenza… sia per atti pregressi (precedenti gestioni) che ovviamente (dal punto di vista legale) odierni, nella occupazione abusiva dei terreni da parte del Signor Albanese con il suo falso allevamento.
La fetta di euro incassati da Albanese sono solo PARTE di un finanziamento molto più ampio che da anni ha preso chissà quali vie.
Dovendo far star buoni vari attori, è IPOTIZZABILE che anche ARTE sia stata -unta-.(Non a caso chissà quanti amici degli amici hanno case pop. e spinte nelle graduatorie – vedi varie indagini passate !!!!) con metodi del tutto simili.
Vi è da chiedersi:
come mai un atto di sgombero è stato, nel caso della ‘Giutte’, posto in opera, decretato dal PM, organizzato tecnicamente (nomina dell’ufficiale giudiziario, convocazione della PS ecc… tutte cose che necessitano nella norma anche mesi !!!!) nel giro di pochi giorni, e proprio in occasione dello scandalo in Regione?
Quanti altri casi simili sono in corso ?
Percorrendo le pendici di tutto il Turchino e Faiallo (km e km di terreno impervio!!!!) si notano centinaia di pseudo-allevamenti,.. di animali vari.. pecore, capre, vacche, cavalli,….. e tutti allevamenti veramente ‘pseudo’, palesemente presentanti i caratteri dell’opera ABUSIVA (notissimo l’accampamento dei ‘sardi’ vicino a Forte Geremia… ); la cosa penosa è che CFS e altre forze di PS sovente passano in loco… ma vanno dritte o fanno anche 2 chiacchere e poi via; ordine di far finta di nulla? Sono anni che è così. Una sorta di anarchia rurale, di cui fanno le spese bestie, igiene (produzione di formaggi in deroga ad ogni norma) e paesaggio.
Si ‘parla’ di soggetti (gli abusivi vari) che vivono o transitano in loco con la doppietta appresso. Bisognerebbe vigilare ma gli Ufficiali preposti: il Corpo Forestale dello Stato è troppo impegnato a far “ribotta” nelle trattorie di zona con 4 o 5 guardie in mimetica e jeep. Anche il noto assessore regionale Rosario Monteleone, (UDC), intimo del clan Cuffaro, spesso si intrattiene a pranzo in trattorie locali con funzionari regionali e altri “compari di merende”.
Il caso delle vacche abbandonate alle GIUTTE, per quanto penoso, se non contestualizzato in tutto ciò, non è comprensibile.

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