Via Stallo, Giardini Barbagelata, Acquasola…la storia si ripete !


Quello che vedete è un Atto nel quale la Ditta Autogen srl e il Comune di Genova sancivano la permuta di un terreno per un altro in Via Sclopis. La ditta negli anni precedenti aveva costruito un parcheggio interrato in Via Lorenzo Stallo. Nello spazio di Copertura aveva realizzato un’area a verde attrezzato.
L’atto di permuta fra l’Autogen srl e il comune di Genova prevedeva precisi impegni con il Comune, ovvero la pulizia di un’area verde limitrofa al Parcheggio e la realizzazione di una scala d’accesso al medesimo.
Tutti questi impegni non sono mai stati ottemperati. L’area a verde attrezzato rimane tutt’ora sbarrata ed inaccessibile al pubblico. I parcheggi ovviamente, nel frattempo, sono stati venduti. Ma di queste cose poco importa a Lorsignori del Comune. Funzionari distratti non hanno eccepito nulla sul lavoro dell’Autogen srl, anche se l’area poi è risultata essere fuori norma, anche se la zona permutata non è stata ripulita né è stata costruita (messa in sicurezza !?!) la scala d’accesso !!
Il Signor Matteo Molinari, titolare dell’Autogen srl, se n’è potuto infischiare degli impegni assunti: funzionari stranamente disponibili non hanno creato ostacoli. Alla fine della storia la sua ditta si è vaporizzata (in gergo tecnico si dice fallimento) e, in quanto srl, non ha dovuto pagare uno scotto troppo salato.

Pochi giorni fa sono passato ai giardini Barbagelata, nel quartiere residenziale di Castelletto, in Circonvallazione a Monte, corso Magenta. Questi giardini erano noti ai ragazzi della zona e ai loro frequentatori in generale. Ho scritto  perché da un paio di anni l’accesso ai giardini è impedito da alcuni cancelli ben chiusi da dei lucchetti.  Questo piccolo giardino pubblico è situato sul tetto di un parcheggio privato di alcuni piani e condivide parte di questa superficie con un altro parcheggio privato a cielo aperto. Come tutti sanno, in città il business dei posteggi è un’attività estremamente redditizia, e nessuno ha intenzione di farsi scappare la possibilità di costruire nuovi posti auto o di ampliare un parcheggio già esistente.
Così è successo anche in questo caso, ma ogni ampliamento che si rispetti comporta anche un “progetto di riqualificazione urbana“: sorta di dazio morale per gli imprenditori del cemento, questo è solitamente un misero accordo con il comune per rimettere a posto quel che rimarrà del bene pubblico amputato dalla nuova opera. Questo dazio si sarebbe dovuto compiere nel rifacimento dei giardinetti, considerati probabilmente “fatiscenti” o peggio, pericolanti.
Ma quello della riqualificazione rimane l’ultimo pensiero nella testa degli squali. Il posteggio in superficie è stato ampliato con successo, forse il numero dei posti auto è anche aumentato, ma i giardini sono stati demoliti, ridotti di dimensioni e rifatti: gli alberi e i cespugli sono stati tutti tagliati indistintamente e non è stato piantato niente, al loro posto, nelle aiuole nuove crescono solamente le erbacce, le numerose panchine che si trovavano prima sono state sostituite con altre più moderne, ma in numero minore e i giochi per i bambini sono stati eliminati e non sostituiti con altri nuovi.
In ogni caso, come ciliegina sulla torta, l’accesso ai giardini è stato vietato.
Così i signori della politica e dell’edilizia si sono messi d’accordo per mettere le mani sulla città. Gettare cemento un po’ qua un po’ là e lasciare poi lo sfacelo più completo. Giardini incolti, aree verdi in abbandono, Aree attrezzate fuori norma e perciò proibite al pubblico, ma nel frattempo i soldi sono girati… e molti. Così stanno trasformando la città. La Sindachessa dovrebbe andare a verificare la corretta esecuzione dei lavori commissionati alle imprese edili, invece di giocare in sordina una squallida partita su 30000 o un milione di euro per l’Acquasola.

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