OSCAR PER LA REGIA…


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Settimana elettrica, dove si stanno consumando faide sanguinose e vecchi cadaveri nell’armadio vengono tirati fuori con precisione cronometrica svizzera. La “vittima” del momento è Oscar Giannino, per le millantate competenze accademiche e le più reali fanfaluche sdoganate. A giudicare dai recenti trascorsi professionali, viene naturale chiedersi con quali criteri i redattori dei giornali del Cavaliere, dove il nostro eccentrico eroe ha sparso a piene mani la sua arte, si scelgono i loro “cavalli di razza”, considerato purtroppo, che tanti giovani volenterosi le avrebbero pure le carte in regola e ore trascorse a imparare per davvero un mestiere e spesso invece si ritrovano, nella migliore delle ipotesi, a scrivere qualche pezzo di cronaca cittadina per pochi spiccioli (e nella peggiore a fare fotocopie e portare, alla comanda, brioche e capuccini ai giornalisti “veri” quale è stato considerato Giannino fin’ora).
Ma il mondo d’oggi, si sa, purtroppo è dei Giannino, dei tanti millantatori e cialtroni che albergano l’albero di cuccagna che fa da ornamento nel cortile di questo Palazzo imputridito e pieno di crepe. Poco più in su troviamo Lavitola, un po’ più a destra Tarantini, poco più sotto i furbetti del Quartierino, Igor Marini, la laurea del Trota e il diploma di Belsito… si potrebbe parlare per ore, una allegra compagnia, un degno ornamento da verziere di Palazzo, un po’ come i nanetti da giardino.

Se il panorama immediato è questo, il sentore della piazza non fa presagire nulla di buono, aggiunge benzina alla fiamma e fa percepire che qualcosa nell’aria si sta muovendo, che fra 5 giorni nulla sarà più come prima.
In tutto questo fa da contraltare la serafica, forse apparente, sicumera nella parlata di talune figure politiche che continuano ad occupare la scena mediatica con fraseologie e minuetti da Prima Repubblica, accordi preventivi compresi. Probabilmente nella mente e nei conti di qualcuno di questi signori ci sono già i giochi fatti, le percentuali, le differenze e perfino i resti e traspare la quasi certezza che un’ardita ingegneria della mediazione e dell’accordo fra le parti possa essere partorita e potrà ancora una volta portarli fuori dal guado.
Già altre volte la combriccola che occupa gli scranni più vituperati d’Europa si è trovata in difficoltà, ma ha saputo uscirne con eleganza magistrale. Memorabili i tempi dell’emergenza negli anni ‘70 con il governo della Solidarietà Nazionale nel quale si riuscì a far stare milioni di Cipputi di stretta osservanza togliattiana, credo gramsciano e formazione partigiana, con capo chino e naso turato, a foggia di comodo sostegno sotto i deretani di Andreotti e Cossiga, perché il “manovratore” sapeva che, con quel sacrificio, la strada per il Sol dell’avvenir era, se non spianata, praticamente quasi in discesa.

Di nuovo, sul finire degli anni ’80, l’insostenibile continua e rivendicata illegalità di parte della classe politica dei governi locali, regionali e nazionali dopo aver sfiduciato completamente il popolo de Belpaese, aveva portato ad suo pesante ridimensionamento per  domiciliazione coatta nelle Patrie Galere. Anche questa volta il Sistema ne uscì indenne con la creazione del Mostro Forzitaliota di matrice Brianzola.

La provvidenziale candidatura al Mugello (seggio sicuro) del principale artefice mediatico-giudiziario di quell’epoca fu merce di scambio per l’opera rigenerante introdotta. L’operazione guadagnò il recupero della partecipazione delle masse popolari alla vita del paese.
A questo è seguita la parentesi Berlusconiana degli anni ’90 dove la tenzone politica si è tutta incentrata nella differenza epistemologica fra due mondi, quasi la caricatura di una Società. L’ennesimo mostro per mantenere in piedi un gioco dove a vincere è sempre e comunque il Banco. Che poi è stato una riedizione del precedente scontro Comunisti-Democristiani .
Il brusco risveglio del secondo millennio è valso ben a questo, con alcuni decenni di ritardo, purtroppo per noi, la massa ha scorto la vacuità dalle rassicuranti e patologicamente euforiche fantasie dell’edonismo reaganiano, le quali, come scopriremo in futuro, furono  probabilmente prodotte da una mente già allora corrotta dai prodromi del morbo di Alzhaimer. Le ricette adottate da tutto il mondo hanno mostrato le falle in tutta la loro drammaticità. La gente d’improvviso non solo si è scoperta più povera ma anche senza più alcuna sicurezza sociale.
Questa nuova tornata elettorale, ha mostrato i principali interpreti della scena politica di palazzo sempre più sorridenti ad ogni apparizione di un nuovo soggetto politico candidato. Criterio importante che fosse abbastanza piccolo per non impensierire e che fosse composto da personaggi facilmente inquadrabili nei ranghi. Sia Giannino che Ingroia rientrano nel target. Gli altri o fanno già parte del sistema (Casini – Fini) oppure non contano e verranno in qualche modo inglobati (Vendola ecc.).
La speranza probabilmente è quella, al di là dei discorsi che stanno facendo adesso e che valgono lo spazio di 5 giorni, di riuscire a rieditare un Governo tipo della Solidarietà Nazionale, dove tutti i contraenti dell’accordo potranno poi sempre dire – non potevamo votare contro, pena la crisi di Governo e il caos generalizzato – e noi lo abbiamo fatto solo per senso di responsabilità !

Con senso di responsabilità Monti ha salvato, per conto del PD , il Monte dei Paschi di Siena, tappando la voragine con i nostri soldi, mediante una tassazione che forse costituzionalmente non è neppure esigibile ed è stato prontamente ricambiato (sempre per senso di responsabilità)  con un posto al sole: Primo Ministro nel Prossimo Governo di larghe intese, che coinvolgerà quasi tutto l’arco parlamentare.
Solo per senso di responsabilità anche il PdL sosterrà di nuovo Monti (ha votato o no l’IMU per senso di responsabilità ? Tutto allora è possibile), ottenendo un salvacondotto buono per qualche tempo per i processi del suo capo e padrone, il blocco praticamente tombale sulla legge del conflitto d’interesse; in cambio della pelle dell’orso: qualche milione di voti appartenenti al ceto medio, convinti che Lui, curando i suoi interessi, garantirà di riflesso anche i loro….. poveri illusi.
Con senso di responsabilità il PD otterrà la sua fetta, ma in sordina, in secondo piano, come è sua consuetudine, da una parte sosterrà scelte – che non approva ma che voterà solo per disciplina e senso di responsabilità: cacciabombardieri, missioni militari all’estero, pensioni d’oro, rimborsi elettorali, nuovi poligoni e impianti radar per le basi NATO, finanziamenti discutibili; dall’altra potrà acquistare le sue banche, sistemare le sue assicurazioni, appaltare con le sue imprese amiche.
Il PD, come al solito, si appresta a diventare il mastino da guardia più efficiente del prossimo governo Monti. Ormai abituato al ruolo di cane da guardia del Sistema fin dagli anni ’70, non ha più interesse a “governare”, molto meglio aver la zuppa garantita e un posticino non troppo in vista, poi, ogni tanto abbaierà un po’, due manfrine e un po’ di scena per far vedere che difende lavoratori e disoccupati.
Con questi numeri, la Lega (la vera incognita della partita infatti è il consenso che riuscirà a raccogliere in questa tornata dopo il bagno di sangue in salsa Bossiana e la riverginazione Maroniana) potrà pure rimanere fuori, così come il M5S se non sarà troppo numeroso, per il quale comunque rimane ovviamente aperta l’opzione che i suoi deputati più disponibili vengano diversamente “cooptati”.
Buon Voto a tutti !

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