l’aria che tira


Tempo di crisi. “Ma !” – direte voi – “veramente nella crisi c’eravamo entrati da mò e ci stiamo dentro da un pezzo !“- ma adesso la crisi è diversa, è crisi del compound Renziano. Tutto il castello di cose e storie che ha retto fino a ieri si sta sfaldando come un castello di carte quando sbatte la porta per la corrente.  L’enfant prodige, di stretta osservanza nazionalpopolare, ci ha intrattenuti fin’ora a suon di annunci roboanti, di promesse mirabolanti, di sogni ad occhi aperti, per arruolarci a realizzare assieme a Lui un futuro radioso, sembra abbia perso lo smalto di un tempo. Adesso le sue declamazioni entusiastiche ricordano un disco rotto, con l’aggravante che si infrangono contro la disillusa aridità dei numeri, dei conti che comunque non tornano. Sta finendo un altro sogno, il risveglio per molti sarà pieno di sgomento per un futuro incerto. Nel frattempo  abbiamo passato un altro pò di tempo a inseguire farfalle colorate. Dopotutto era questo l’obiettivo, far passare il tempo agli italiani, con un’altra storia piena di colore e di rumore senza che accadesse nulla. Questa volta, come la precedente, non lo abbiamo neppure scelto noi l’intrattenitore. Segno indiscutibile che siamo una democrazia matura, dove la volontà dei cittadini viene rappresentata ed esercitata nell’interesse dei cittadini medesimi.

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