Parigi val bene una messa…


charlie hebdo Non voglio commentare l’ovvio sull’attentato terroristico occorso ai giornalisti di Charlie Hebdo. Tuttavia quelle che ho visto non sono le uniche immagini raccapriccianti di questo tormentato inizio d’anno. In un filmato proveniente da Aleppo ho assistito al salvataggio di due fratellini sepolti vivi fra le macerie della loro abitazione distrutta dai bombardamenti.

Un fatto consueto da certe parti. Consueto come le case demolite in Cisgiordania per far posto ai nuovi insediamenti dei coloni. Consueto come le enclavi palestinesi strette fra alte mura di cemento e filo spinato. I passatoi per transitare dal lavoro a casa vigilati da soldati armati fino ai denti. Nessuno si è mai chiesto quante famiglie algerine, palestinesi, iraqene, giordane, curde, afghane stanno piangendo adesso i loro morti. probabilmente non esiste neppure un conto attendibile. Tutto ricade nella anestetica giustificazione della democrazia da esportare, delle vittime collaterali, della geopolitica. Ma dietro a questa ipocrisia ci sono storie umane disperate, senza scampo e senza futuro. Proprio come è  senza aspettativa di futuro chi decide di attuare una strage come quella avvenuta. Allora la vera domanda da porsi è quale futuro potranno avere quei due bambini sepolti sotto le macerie di ALeppo ? Quale futuro potranno avere tutti i bambini nei campi profughi di tutto il mondo ?

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